1. Gap lavorativi in aumento nei curriculum italiani

Gap lavorativi in aumento nei curriculum italiani

Natalia Stawiarska
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Gap lavorativi in aumento nei curriculum italiani

Una nuova ricerca, basata sull’analisi di 7 milioni di curriculum italiani creati tra il 2020 e il 2025, evidenzia un aumento significativo dei gap di carriera, con la disoccupazione di lunga durata che continua ben oltre la pandemia.

Lo studio ha analizzato i CV per identificare interruzioni di carriera, da un minimo di un mese a periodi superiori a un anno. I risultati mostrano una crescita costante in ogni tipologia di pausa lavorativa tra il 2020 e il 2025.

Risultati chiave

  • Le interruzioni di carriera di lunga durata sono in aumento: quasi un terzo dei CV italiani (32%) nel 2025 presenta un gap lavorativo di almeno 12 mesi, rispetto al 22% nel 2020.
  • Le pause brevi sono più comuni: la metà dei lavoratori (50%) ha avuto almeno un gap di carriera di un mese nel 2025.
  • Il calo dell’occupazione continua: la percentuale di candidati senza alcuna interruzione di carriera è scesa dal 61% nel 2020 al 50% nel 2025.
  • L’eredità della pandemia è ancora visibile: tutte le durate di interruzione hanno registrato un aumento costante dal 2020, segnalando cambiamenti economici di lungo periodo.

Gap di carriera nei CV italiani

Le cause dietro i buchi nel curriculum

I dati confermano che, a partire dalla pandemia, il mercato del lavoro è diventato più instabile e complesso. Anche in periodi di carenza di manodopera, molti professionisti si sono trovati a gestire buchi nel loro percorso. L'aumento dei licenziamenti, in particolare la cosiddetta "recessione dei colletti bianchi", ha reso più difficile per molti presentare queste interruzioni.

La nuova realtà richiede un cambio di mentalità

Per i candidati, diventa fondamentale saper raccontare i periodi di inattività in modo strategico. Questi "gap" non sono più un difetto da nascondere, ma possono diventare la prova di resilienza, crescita personale o acquisizione di nuove competenze professionali.

Per i datori di lavoro, è il momento di superare i vecchi pregiudizi in fase di selezione. Oggi, più della metà dei lavoratori presenta almeno un gap nel proprio percorso professionale: per questo, i recruiter dovrebbero dare priorità a competenze, esperienze lavorative e potenziale, anziché alla sola continuità lavorativa.

In sintesi, stiamo assistendo a un profondo cambiamento culturale. Le interruzioni di carriera sono diventate una realtà comune e accettata. Questo non è solo un dato statistico, ma il segno che il mondo del lavoro sta diventando più flessibile e, in un certo senso, più umano. Riconoscere che le ragioni per una pausa possono essere molteplici e legittime rappresenta un progresso significativo e necessario per costruire un mercato del lavoro più inclusivo e resiliente.

Per richieste stampa, contattare Laura Viviani, Public Relations all'indirizzo laura.v@livecareer.it

Metodologia

Questo studio si basa sull'analisi di 7 milioni di curriculum italiani, creati tramite il builder di LiveCareer tra il 1 gennaio 2020 e il 30 giugno 2025. Per identificare le interruzioni di carriera, gli analisti hanno confrontato le qualifiche e le date di impiego dichiarate dagli utenti. Al fine di garantire l'accuratezza dei dati, per ogni utente è stato preso in considerazione solo il curriculum più aggiornato.

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