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Bad Bosses: report su cattivi capi e manager tossici

Ultimo aggiornamento 14 maggio, 2026

Camilla Cignarella
Camilla CignarellaScrittrice, esperta di carriere
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Consigli di carriera

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Si dice che i dipendenti non lascino le aziende, ma i loro capi. I dati sembrano confermarlo: nel 2026, il rapporto con il proprio manager può avere un peso decisivo nella scelta di restare in azienda o cercare nuove opportunità.

Secondo il report Bad Bosses di LiveCareer, quasi un dipendente su cinque, in Europa, ha lasciato il lavoro a causa di un cattivo manager. Il problema non riguarda solo i singoli casi. In molte aziende i comportamenti tossici vengono tollerati, i manager brillanti ma problematici continuano a essere protetti e molti dipendenti temono che segnalare una cattiva gestione possa avere conseguenze sulla propria carriera.

Il sondaggio, condotto su un campione di 1.000 professionisti in Europa, mostra quanto possa essere distante l’immagine che le aziende vogliono dare di sé dall’esperienza quotidiana dei dipendenti. Per molti, infatti, la cattiva gestione non è un episodio sporadico, ma una realtà frequente nei luoghi di lavoro.

Risultati chiave del sondaggio

  • I cattivi manager spingono le persone a lasciare il lavoro: il 19% ha lasciato un impiego a causa del proprio manager, mentre il 41% ha preso in considerazione l’idea di farlo.
  • I cattivi manager non sono casi isolati: oltre tre dipendenti su quattro, il 76%, ritengono che figure di questo tipo siano comuni, o persino inevitabili, nei luoghi di lavoro.
  • I manager tossici fanno carriera: quasi la metà, il 48%, viene promossa nonostante una gestione scadente o resta al proprio posto senza conseguenze; solo il 6% migliora grazie a interventi mirati o richiami.
  • Le aziende tollerano i manager brillanti anche se problematici: il 66% dei dipendenti pensa che le aziende siano disposte a tollerare un manager tossico, se ottiene buoni risultati.
  • Segnalare una cattiva gestione viene visto come un rischio: il 54% dei dipendenti non si sente al sicuro nel far presente il problema alle risorse umane e teme ripercussioni. 

Anche chi ha avuto bravi manager vede il problema

Il confine tra una buona gestione e un comportamento tossico non è sempre facile da definire. Quello che per qualcuno può sembrare solo un modo esigente di lavorare, per altri può trasformarsi in controllo eccessivo, pressione continua o mancanza di rispetto.

Su un punto, però, i dati sono chiari: la cattiva gestione è molto presente nei luoghi di lavoro. Anche chi ha avuto esperienze positive riconosce che i manager tossici non sono casi isolati.

Come i dipendenti valutano i manager incontrati durante la propria carriera:

  • In maniera positiva: 49%
  • Hanno avuto esperienze sia positive che negative: 39%
  • In maniera negativa: 12%

Quanto sono diffusi, secondo i dipendenti, i manager con comportamenti tossici:

  • Molto presenti: 73%
  • Rari: 24%
  • Inevitabili: 3%

Come leggere i dati: quasi la metà dei dipendenti dichiara di aver avuto soprattutto buoni manager. Allo stesso tempo, però, la maggioranza degli intervistati considera la cattiva gestione dei team un problema che è presente nelle aziende. Questo significa che anche un’esperienza personale positiva non basta a cancellare la percezione generale: la cattiva gestione, nei luoghi di lavoro, resta un problema diffuso.

report Bad Bosses di LiveCareer

La cattiva gestione nella pratica

Quando si guardano più da vicino i comportamenti dei cattivi manager, emerge un aspetto importante: il problema non riguarda solo la mancanza di competenze. Per molti dipendenti, riguarda soprattutto la correttezza nel modo di gestire le persone.

I comportamenti segnalati dai dipendenti includono:

  • Premiare sempre le stesse persone: 36%
  • Prendersi il merito dei risultati degli altri: 30%
  • Cambiare obiettivi o criteri mentre il lavoro è già in corso: 26%
  • Non assumersi le proprie responsabilità: 20%
  • Voler controllare ogni passaggio del lavoro: 19%
  • Non prendere sul serio stress e burnout: 19%
  • Umiliare le persone davanti agli altri: 18%
  • Non avere le competenze necessarie per il ruolo: 18%
  • Trasformare ogni problema in un’urgenza: 16%
  • Creare un ambiente ostile o poco sereno: 15%

Come leggere i dati: la cattiva gestione non dipende solo dall’incompetenza. Spesso nasce da comportamenti poco corretti, come prendersi meriti non propri o favorire sempre le stesse persone. Il fatto che siano così diffusi suggerisce che, in alcune aziende, possano persino aiutare a fare carriera. Quando contano solo i risultati individuali e viene ignorato il clima nel team, si rischia di premiare manager che raggiungono gli obiettivi a scapito degli altri e del lavoro di squadra.

infografica con I 6 comportamenti più comuni di un manager tossico

L’effetto domino su lavoro e risultati

Una cattiva gestione non resta quasi mai un problema isolato. Quando un manager crea tensione o sfiducia, gli effetti possono allargarsi poco alla volta a tutto il team e incidere anche sui risultati dell’azienda.

Quello che all’inizio sembra solo tensione interna può trasformarsi in disimpegno, burnout e obiettivi mancati.

Le conseguenze più spesso associate alla cattiva gestione includono:

  • Conflitti e tensioni all'interno del team: 52%
  • Dipendenti che lasciano l’azienda: 41%
  • Risultati scarsi e mancato raggiungimento degli obiettivi: 35%
  • Conseguenze sulla salute mentale, come stress e ansia: 34%
  • Clima di sfiducia e paura di esprimersi apertamente: 33%
  • Disinteresse e calo della motivazione: 30%
  • Burnout ed esaurimento: 27%
  • Carriera ferma o mancanza di crescita professionale: 22%
  • Nessuna delle precedenti: 9%

Come leggere i dati: un cattivo manager può innescare una reazione a catena. All’inizio possono esserci tensioni, sfiducia o difficoltà a lavorare insieme. Con il tempo, però, questi problemi possono portare a dimissioni, difficoltà a raggiungere gli obiettivi e più stress sul lavoro. Per questo è importante intervenire ai primi segnali, prima che la situazione diventi più difficile da gestire. 

Quando il manager diventa un motivo per andarsene

I dati di LiveCareer mostrano che i comportamenti dei manager possono pesare molto sulla decisione dei dipendenti di restare in azienda o cercare un altro lavoro.

Alla domanda se avessero mai pensato di lasciare un impiego a causa di un cattivo manager, i partecipanti al sondaggio hanno risposto così:

  • Sì, ho lasciato un lavoro a causa del mio capo: 19%
  • Sì, ho preso in considerazione l’idea di andarmene: 41%
  • No, ero frustrato, ma non ho pensato di andarmene: 20%
  • No, non ci ho mai pensato: 20%

Come leggere i dati: per le aziende, una cattiva gestione non è solo un problema interno. Può diventare una causa diretta di dimissioni. Se si sommano i dipendenti che hanno già lasciato un lavoro e quelli che hanno pensato di farlo, il 60% collega la propria possibile uscita dall’azienda al comportamento del manager. In altre parole, un cattivo manager può incidere concretamente sulla capacità dell’azienda di trattenere talenti.

Segnalare un cattivo capo è percepito come un rischio

Più della metà dei dipendenti intervistati non si sente al sicuro nel segnalare un cattivo manager alle risorse umane, per paura di conseguenze come non essere creduti o vedere danneggiata la propria posizione in azienda.

Come viene percepita la segnalazione di un cattivo manager:

  • Rischiosa o poco sicura: 54%
  • Sicura: 46%

Come leggere i dati: se molti dipendenti non si sentono liberi di rivolgersi alle risorse umane, il problema va oltre il singolo manager. Significa che manca fiducia nei canali interni di segnalazione. Quando chi lavora teme conseguenze per aver parlato di una cattiva gestione, l’azienda rischia di non vedere il problema finché poi non è troppo tardi. 

Quando non ci sono conseguenze per i manager

Nonostante i danni che possono causare, i cattivi manager raramente vengono chiamati a rispondere del proprio comportamento. I manager tossici che ottengono buoni risultati sul lavoro vengono spesso protetti: quasi la metà, il 48%, viene promossa oppure resta al proprio posto senza conseguenze.

Sono pochi, invece, i casi in cui la situazione cambia in meglio. Solo il 6% dei dipendenti afferma di aver visto un cattivo capo migliorare dopo un percorso di formazione mirato o un richiamo chiaro da parte dell’azienda.

Cosa succede più spesso ai cattivi manager sul lavoro:

  • Vengono promossi comunque: 26%
  • Vengono trasferiti in un altro ruolo dello stesso livello: 22%
  • Non cambia nulla e restano al loro posto: 22%
  • Lasciano l’azienda di propria iniziativa: 15%
  • Vengono licenziati: 9%
  • Migliorano dopo un percorso di formazione, supporto o richiami: 6%

Ai partecipanti è stato chiesto anche quanto sia probabile che un manager tossico, ma capace di ottenere buoni risultati, venga tollerato sul lavoro. Secondo i dipendenti intervistati, è:

  • Probabile: 66%
  • Improbabile: 34%

Come leggere i dati: molte aziende tendono a tollerare i comportamenti tossici, soprattutto quando il manager ottiene buoni risultati. Ma se un manager viene promosso, spostato altrove o lasciato al proprio posto nonostante una cattiva gestione, il messaggio per i dipendenti è chiaro: il problema non viene affrontato.

I risultati del report mostrano che la cattiva gestione non è solo un problema tra manager e dipendenti. Può diventare un problema per tutta l’azienda. Perché quando certi comportamenti vengono ignorati, le persone finiscono con il sentirsi meno motivate e, alla fine, decidono di cercarsi un altro lavoro.

Per questo, ignorare una cattiva gestione può avere un prezzo alto da pagare. Se le aziende proteggono i manager tossici invece di intervenire, rischiano di alimentare tensioni interne che possono poi sfociare in dimissioni e nella perdita di persone valide.

Metodologia

I risultati presentati nel report Bad Bosses si basano su un sondaggio condotto da LiveCareer nel marzo 2026. Al sondaggio hanno partecipato 1.000 dipendenti in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Le domande riguardavano le esperienze avute con i manager, gli effetti di una cattiva gestione sul lavoro e la percezione del grado in cui le aziende intervengono, o meno, quando emergono comportamenti tossici da parte dei manager.

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Categoria: Consigli di carriera

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Informazioni sull'autore

Camilla Cignarella

Camilla Cignarella

Camilla è una content writer e traduttrice italiana specializzata in CV, ricerca di lavoro e crescita professionale. Dopo la laurea in Filologia Spagnola all’Università di Barcellona, si è trasferita a Varsavia, dove ha sviluppato competenze nel marketing, nella traduzione e nel copywriting, occupandosi di contenuti digitali in italiano e spagnolo. Oggi scrive per il CV builder di LiveCareer, creando contenuti chiari, utili e accessibili per aiutare studenti e professionisti a presentare al meglio il proprio profilo.

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