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Truffa telefonica curriculum: come riconoscerla

Ultimo aggiornamento 13 maggio, 2026

Camilla Cignarella
Camilla CignarellaScrittrice, esperta di carriere
career advice blog hero
Consigli di carriera

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Hai appena inviato il tuo curriculum quando il telefono squilla. Un numero sconosciuto, una voce gentile dall’altra parte, la frase: “Abbiamo ricevuto la tua candidatura”.

Dietro quella telefonata può nascondersi la truffa del curriculum: un raggiro in cui falsi selezionatori fingono di avere una proposta di lavoro per ottenere dati personali, informazioni bancarie o denaro.

In questa guida trovi come funziona la truffa del curriculum, quali segnali osservare e cosa fare se ricevi un messaggio sospetto da qualcuno che dice di aver ricevuto il tuo CV.

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Truffa curriculum: che cos'è

La truffa telefonica del curriculum è una falsa proposta di lavoro costruita intorno a un messaggio molto semplice: qualcuno dice di aver ricevuto, letto o selezionato il tuo CV.

Il contatto può arrivare tramite chiamata o SMS, con frasi generiche come: “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum. Aggiungici su WhatsApp per maggiori informazioni.”

Per chi sta cercando lavoro può sembrare credibile, ed è proprio su questa incertezza che si basa la truffa. Chi ti contatta non ha letto il tuo curriculum e il riferimento al CV serve solo a rendere il messaggio plausibile e a farti rispondere.

Da lì, i finti recruiter possono provare a ottenere dati personali, farti cliccare su link pericolosi, scaricare app sospette o chiedere denaro.

Il numero ha un prefisso italiano e il messaggio potrebbe arrivare proprio nel periodo in cui stai cercando lavoro. Per questo, è importante controllare sempre chi ti sta contattando, per quale posizione e attraverso quali canali.

Come funziona la truffa telefonica del curriculum

Nel 2025, in Italia, sono state individuate3.620 campagne fraudolente online e oltre 51.000 tra contenuti e canali utilizzati per truffe e attacchi informatici, come link, siti web, indirizzi email e file malevoli.

Anche se questi dati non riguardano solo le false offerte di lavoro, ci aiutano a capire il contesto: le truffe digitali sono sempre più frequenti, ben costruite e difficili da riconoscere a prima vista.

La truffa del curriculum segue spesso uno schema graduale. All’inizio il messaggio sembra innocuo: qualcuno dice di aver ricevuto il tuo CV e ti propone di continuare la conversazione. Poi, poco alla volta, la richiesta diventa più concreta: cliccare su un link, inviare dati, registrarsi a una piattaforma o pagare una piccola somma.

Non sempre tutti i passaggi sono presenti, ma il meccanismo è spesso simile.

1. Primo contatto da numero sconosciuto

Il primo segnale è una chiamata o un messaggio da un numero che non conosci. Spesso il numero sembra italiano, e questo può rendere il contatto meno sospetto.

La comunicazione, però, è breve e molto generica. Non viene indicato il nome dell’azienda, non si cita un annuncio preciso e non viene spiegato quale posizione sarebbe aperta. Di solito il messaggio punta soprattutto a una cosa: portarti fuori dal canale iniziale, quasi sempre su WhatsApp o Telegram.

Questo passaggio è importante. Perché una selezione seria può anche iniziare al telefono, ma dovrebbe permetterti anche di capire subito chi ti sta contattando, per quale azienda e per quale ruolo.

2. Finto recruiter in chat

Una volta avviata la conversazione, può comparire una persona che si presenta come recruiter, assistente HR o responsabile di un’agenzia. A volte usa un nome plausibile, un logo aziendale o il nome di un brand conosciuto.

Questo però non basta a rendere reale l’offerta. I truffatori possono usare nomi di aziende esistenti senza avere alcun collegamento con quelle aziende. Possono anche copiare immagini, descrizioni e loghi per sembrare più credibili.

Per questo non basta che il nome dell’azienda suoni verosimile o vero. Prima di proseguire, è sempre meglio controllare il sito ufficiale, il dominio della mail, la pagina LinkedIn dell’azienda e l’eventuale annuncio di lavoro.

3. Offerta facile e molto conveniente

Dopo il primo contatto, il finto recruiter presenta spesso un lavoro semplice da fare online. Le attività proposte possono sembrare innocue: mettere like, guardare video, seguire profili social, valutare prodotti, scrivere brevi recensioni.

Il problema è la sproporzione tra quello che ti viene chiesto e quello che ti viene promesso. Il lavoro viene presentato come semplice, flessibile e ben retribuito, ma mancano gli elementi tipici di una reale selezione: un colloquio, un contratto e una descrizione chiara del ruolo.

All’inizio può sembrare solo un lavoretto online senza grandi rischi. Poi, però, il finto recruiter può chiederti di registrarti a una piattaforma, versare una piccola somma per sbloccare il pagamento o ricaricare un conto per continuare a guadagnare.

E non si parla di casi isolati, considerando che in Italia, nel 2024, sono stati trattati18.714 casi di truffe online, con un totale di 181 milioni di euro sottratti.

4. Richiesta di dati o denaro

Dopo aver creato un minimo di fiducia, arriva la parte più rischiosa. Il finto recruiter può chiederti di compilare un modulo, inviare un documento, registrarti a una piattaforma, scaricare un’app o versare una piccola somma per iniziare.

È qui che una falsa proposta di lavoro si trasforma in un rischio concreto. I dati personali possono essere usati per altri tentativi di frode, i link possono portare a pagine non sicure e le richieste di pagamento possono aumentare passo dopo passo.

In una selezione non dovresti mai pagare per lavorare. Non dovresti nemmeno fornire password, dati bancari o copie di documenti in una chat con un contatto non verificato. Anche se la richiesta viene presentata come procedura standard, per esempio per preparare il contratto, è meglio sempre fermarsi e controllare chi c’è dall’altra parte.

Prima di inviare carta d’identità, codice fiscale o dati bancari, devi sapere con certezza chi è l’azienda, quale ruolo ti viene proposto e attraverso quali canali ufficiali si svolge la selezione.

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Truffa abbiamo ricevuto il tuo CV e i segnali per riconoscerla

Una falsa proposta di lavoro non è sempre facile da riconoscere al primo messaggio. A volte il tono è professionale, il numero ha prefisso italiano e la persona che ti scrive usa un linguaggio da selezione del personale. Anche in questi casi, però, ci sono dettagli che possono farti capire che qualcosa non torna.

I segnali più comuni sono:

  • il messaggio è generico e non cita una candidatura specifica;
  • il recruiter non usa un indirizzo email aziendale;
  • la conversazione viene spostata subito su WhatsApp o Telegram;
  • l’offerta promette guadagni rapidi e sproporzionati;
  • non esiste un vero colloquio;
  • ti viene chiesto di pagare, ricaricare un conto o comprare criptovalute;
  • ti chiedono documenti, IBAN o dati bancari troppo presto;
  • il sito indicato non corrisponde al dominio ufficiale dell’azienda;
  • la comunicazione crea urgenza, con frasi come “devi decidere subito”, “posti limitati” o “offerta valida solo oggi”.

Un vero processo di selezione può essere rapido, ma difficilmente è così poco chiaro. La differenza sta anche nel tipo di informazioni richieste. Un vero recruiter ti chiederà di parlare delle tue esperienze lavorative, delle tue competenze e della tua disponibilità. Un finto recruiter, invece, cercherà di spostare l’attenzione su link, registrazioni, pagamenti o dati personali.

Cosa fare se ricevi la chiamata “abbiamo ricevuto il tuo CV”

La regola è non agire d’impulso. Anche se stai aspettando una risposta o la situazione ti sembra particolarmente urgente, prenditi qualche minuto per controllare:

  • se hai inviato il CV a quell’azienda;
  • se il nome del recruiter compare sul sito aziendale o su LinkedIn;
  • se l’indirizzo email appartiene al dominio ufficiale dell’azienda;
  • se l’annuncio esiste ancora online;
  • se la posizione descritta corrisponde a quella per cui ti sei candidato.

Se al telefono c’è una voce registrata che ti invita ad aggiungere un numero su WhatsApp, interrompi subito il contatto. Non salvare il numero, non rispondere a messaggi successivi e non cliccare su eventuali link.

Se la persona si presenta come recruiter, chiedi dettagli sull’azienda, sul ruolo, il link all’annuncio e un’email aziendale per continuare la conversazione. Se non risponde o insiste per restare in chat, consideralo un segnale di allarme.

Un ultimo controllo utile è confrontare ciò che dice il recruiter con il tuo CV. Se hai un profilo professionale chiaro e definito (ruolo, settore ed esperienza), ti sarà più facile capire se la proposta è coerente con il tuo percorso oppure se si tratta di un messaggio generico inviato a molte persone.

Cosa fare se hai già risposto ai finti recruiter

Se hai già risposto a un messaggio sospetto, la cosa più importante è limitare subito i rischi. Interrompi, perciò, ogni contatto, blocca il numero e conserva le prove: screenshot, link ricevuti, numeri di telefono, nomi usati nella conversazione e ricevute di eventuali pagamenti.

Poi valuta il rischio in base a quello che hai condiviso:

  • se hai inviato solo informazioni generiche, resta comunque prudente e monitora eventuali contatti sospetti;
  • se hai mandato documenti, fai una segnalazione alle autorità competenti;
  • se hai fornito dati bancari o della tua carta, contatta immediatamente la banca;
  • se hai cliccato su link o scaricato file, esegui una scansione del dispositivo e cambia le password principali;
  • se hai comunicato codici OTP o credenziali, modifica subito gli accessi e attiva l’autenticazione a due fattori.

Puoi anche fare una segnalazione alla Polizia Postale, soprattutto se hai perso denaro, inviato documenti o ricevuto link sospetti.

Come proteggere il tuo CV e i tuoi dati personali

Quando cerchi lavoro, non puoi evitare del tutto di condividere informazioni personali. Puoi però ridurre i rischi scegliendo con attenzione quali dati inserire nel curriculum e a chi inviarlo.

Nel CV, in genere, è sufficiente inserire nome, cognome, città o provincia, numero di telefono, email professionale e profilo LinkedIn. Evita invece di aggiungere codice fiscale, indirizzo completo o numero del documentodi identità.

È utile anche tenere una lista delle candidature inviate. Basta un semplice file con nome dell’azienda, posizione, data, sito usato e link all’annuncio. In questo modo, se ricevi una chiamata sospetta, puoi facilmente verificare se il contatto corrisponde o meno a una candidatura che hai effettivamente inviato.

Differenza tra una vera offerta di lavoro e una truffa

VERA OFFERTA DI LAVORO TRUFFA CURRICULUM
Il recruiter spiega per quale azienda lavora. Il mittente resta vago o non indica un’azienda verificabile.
La posizione è descritta in modo chiaro. Si parla genericamente di “lavoro online” o “guadagni giornalieri”.
Il contatto è collegato a una candidatura, a LinkedIn o a un profilo professionale. Non è chiaro dove abbiano trovato il tuo CV o il tuo numero.
La selezione prevede domande, colloqui e passaggi riconoscibili. Ti spingono a rispondere subito, cliccare su link o scaricare app.
L’azienda valuta il tuo profilo e le tue competenze. Ti chiedono dati personali, bancari o denaro troppo presto.

La differenza principale è questa: in una selezione reale è l’azienda a valutare se il tuo profilo e le tue competenze professionali sono adatti al ruolo, attraverso domande, colloqui e passaggi chiari.

In una truffa, invece, la situazione si ribalta: sei tu che vieni spinto a fidarti subito, cliccare su un link, inviare dati personali o pagare qualcosa prima ancora di sapere con precisione quale lavoro ti viene offerto.

Truffa curriculum telefonica: cosa ricordare

La truffa del curriculum sfrutta una situazione molto comune: hai inviato il CV, stai aspettando una risposta e un messaggio inatteso può sembrarti una buona notizia. Ma una frase come “abbiamo ricevuto il tuo CV” non basta a dimostrare che ci sia davvero un’azienda interessata.

Prima di continuare la conversazione, verifica sempre chi ti contatta, per quale azienda, per quale ruolo e tramite quale canale. Non inviare documenti o dati personali in chat, non cliccare su link sospetti e non pagare mai per ottenere un lavoro.

Il modo più semplice per proteggerti è tenere traccia delle candidature inviate. Se sai dove e a chi hai mandato il CV, sarà più facile capire se un contatto è reale oppure no e riconoscere subito eventuali messaggi sospetti o non collegati a una candidatura effettiva.

Grazie per aver letto l’articolo: ora hai tutti gli strumenti per riconoscere i segnali di una possibile truffa e proteggerti durante la ricerca di lavoro online.

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Categoria: Consigli di carriera

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Informazioni sull'autore

Camilla Cignarella

Camilla Cignarella

Camilla è una content writer e traduttrice italiana specializzata in CV, ricerca di lavoro e crescita professionale. Dopo la laurea in Filologia Spagnola all’Università di Barcellona, si è trasferita a Varsavia, dove ha sviluppato competenze nel marketing, nella traduzione e nel copywriting, occupandosi di contenuti digitali in italiano e spagnolo. Oggi scrive per il CV builder di LiveCareer, creando contenuti chiari, utili e accessibili per aiutare studenti e professionisti a presentare al meglio il proprio profilo.

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